2019

24 gennaio Salazar-Vizcaya et al., Influenza delle terapie antivirali ad azione diretta per il virus dell’epatite C sul numero di infezioni nelle persone a rischio


Influenza delle terapie antivirali ad azione diretta per il virus dell’epatite C sul numero di infezioni nelle persone a rischio.    Open Forum Infectious Diseases

L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha fissato come obiettivo di ridurre del 90% le nuove infezioni da virus dell’epatite C (HCV) entro il 2030. Per poter raggiungere tale obiettivo, è di primaria importanza conoscere lo sviluppo delle infezioni da HCV nelle persone con un rischio più elevato di epatite C. In questa ricerca dello Studio svizzero della corte HIV (SHCS) gli autori hanno analizzato l’influenza dei nuovi farmaci ad azione diretta (direct acting agents, DAAs) sull’epidemia da HCV negli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (men who have sex with men, MSM) e nelle persone che consumano droghe per via endovenosa (intravenous drug users, IVDU). Gli autori hanno dimostrato che negli ultimi anni il trattamento delle infezioni HCV con DAAs fortunatamente è aumentato in modo considerevole. In seguito potrete apprendere sul perché, malgrado l’aumento dei trattamenti con DAAs, nel gruppo degli MSM il beneficio non sarà sufficiente per circoscrivere l’epidemia da HCV.

Tra il 2005 e il 2016 5'267 MSM e 1'805 IVDU sono stati seguiti per un periodo corrispondente a 38'693, rispettivamente 14'748 persone-anno.

Lo studio ha dato i seguenti risultati:

- il numero di trattamenti con DAAs è aumentato rapidamente dal 2012 e ha raggiunto un valore massimo di 28 trattamenti per persone-anno negli MSM e di 18 trattamenti per 100 persone-anno negli IVDU.

- Il numero di nuove infezioni da HCV negli MSM è aumentato considerevolmente e si è quintuplicato nel periodo di osservazione dello studio.

- Negli IVDU è stata constatata un’unica nuova infezione nel periodo di osservazione dello studio.

- Il numero di reinfezioni, ossia nuove infezioni sopraggiunte dopo una cura con DAAs o una guarigione spontanea, è invece aumentato considerevolmente negli MSM e si è decuplicato nel periodo di osservazione.

- Il numero di reinfezioni negli IVDU è diminuito di 2/3.

- Il numero di pazienti con un’infezione attiva da HCV è diminuito costantemente negli IVDU. Nel medesimo periodo di osservazione è raddoppiato negli MSM.

Riassumendo, questo studio dimostra che l’aumento dei trattamenti con DAAs e la loro efficacia ha ridotto considerevolmente negli ultimi anni le infezioni attive da HCV negli IVDU partecipanti al SHCS. Per contro, negli MSM, l’aumento dei trattamenti con DAAs è stato compensato da un gran numero di nuove infezioni e reinfezioni. Oltre all’accesso facile alle terapie con DAAs e inizio immediato di un trattamento, saranno necessarie misure supplementari per contenere l’epidemia HCV, ad esempio quelle mirate alla riduzione dei comportamenti a rischio, come ad esempio l’utilizzo rigoroso del preservativo in caso di rapporti sessuali anali con partner occasionali.

pdf publication