Aumento di peso dopo il passaggio da tenofovir disoproxil a tenofoviralafenamide
Il medicamento tenofovir è una componente importante nelle terapie combinate per l’HIV in considerazione della sua eccellente efficacia e tolleranza. La formulazione tenofovir disoproxil fumarato (TDF), in passato largamente utilizzata, è stata associata ad una malattia renale (denominata tubulopatia renale prossimale) e allo sviluppo di un’osteoporosi. La formulazione più recente, tenofovir alafenamide (TAF), non provoca questi effetti secondari problematici. Di conseguenza in molte persone che vivono con l’HIV il trattamento è stato modificato con passaggio da TDF a TAF.
Studi precedenti condotti in persone che hanno iniziato una terapia anti-HIV con TAF avevano mostrato che TAF poteva essere associato a un aumento del peso e a un aumento del tasso di lipidi nel sangue più importante rispetto al TDF. L’attuale studio SHCS ha esaminato 3’484 persone in cui si è passati da un trattamento anti-HIV con TDF a un trattamento con TAF e hanno comparato l’evoluzione del peso con quella di 891 persone che hanno mantenuto il loro trattamento con TDF. Dopo 18 mesi le persone che sono passate da TDF a TAF hanno visto un aumento più importante del peso (1,7 kg) rispetto a coloro che hanno mantenuto il TDF (0,7 kg). Questo effetto è stato osservato in tutti i sottogruppi dello studio ed era presente indipendentemente dalle altre componenti della terapia anti-HIV. Tra coloro che prima del passaggio da TDF a TAF avevano un peso normale, 13,8% hanno sviluppato un sovrappeso o un’obesità sotto TAF contro 8,4% di coloro che hanno proseguito con TDF. Nel medesimo lasso di tempo si è constatato un aumento del tasso di lipidi sanguigni nei partecipanti allo studio che sono passati da TDF a TAF. Dato che il periodo dello studio era relativamente breve non è stato possibile rispondere in modo definitivo alla domanda se i cambiamenti metabolici potevano anche essere associati ad un rischio aumentato di sviluppare un diabete mellito.
Questo studio mostra che occorre essere attenti al problema dell’aumento ponderale e dei cambiamenti metabolici che accompagnano il passaggio a una terapia con TAF. Al posto di una modifica incondizionata della terapia da TDF a TAF per i vantaggi relativi a una migliore tolleranza renale e minor rischio di osteoporosi, occorre mettere sulla bilancia gli inconvenienti di un eventuale aumento di peso e di un aumento del tasso di lipidi sanguigni nell’ambito di una consultazione personalizzata. In futuro sarà necessario studiare i meccanismi esatti che inducono questi cambiamenti metabolici e i loro eventuali effetti sulla manifestazione di un diabete o di un infarto miocardico. Oggi giorno risulta indispensabile poter offrire alle persone che vivono con HIV un trattamento efficace con il minor rischio possibile di effetti negativi a lungo termine.